El canon cultural y la imaginación (eBook)

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Juan A. Pena
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Compatibilità: Tutti i dispositivi
Lingua: Spagnolo
Editore: Juan A. Pena
Codice EAN: 9798232243449
Anno pubblicazione: 2026
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Descrizione

EL PROBLEMA DE LA JERARQUÍA CULTURAL El canon cultural occidental ha estado marcado, desde sus orígenes, por una jerarquía persistente que distingue y opone dos esferas aparentemente irreconciliables: la cultura "alta" y la cultura "popular". La primera se asocia con las formas artísticas y literarias legitimadas por las instituciones académicas y las élites intelectuales —novela realista, drama psicológico, ensayo filosófico—, consideradas portadoras de una reflexión seria, compleja y comprometida con la verdad objetiva. La segunda, en cambio, engloba los géneros de amplia difusión y consumo masivo —relatos de caballerías, novelas de aventuras, fantasía o ciencia ficción—, frecuentemente relegados a la categoría de entretenimiento superficial, escapista y carente de valor estético o cognitivo profundo. Esta división no es meramente descriptiva, sino que implica una valoración moral y epistemológica: lo "alto" se presenta como maduro, riguroso y civilizado, mientras que lo "popular" aparece como inmaduro, frívolo y regresivo. Paralelamente, esta jerarquía se manifiesta en la oposición entre el realismo serio y la imaginación lúdica. El realismo, entendido como representación fiel de la realidad social, psicológica o histórica, se ha erigido como paradigma de la verdad literaria, capaz de revelar las estructuras profundas del poder, la alienación o la condición humana. La imaginación lúdica, por su parte —aquella que privilegia la invención libre, el juego narrativo y la exploración de mundos posibles—, ha sido sistemáticamente devaluada como mera distracción o ilusión, ajena al compromiso con lo real. Esta dicotomía refleja una desconfianza más amplia hacia lo ficticio, percibido como amenaza a la racionalidad adulta y a la seriedad ética. Frente a este conflicto, la presente reflexión propone una tesis central: la recuperación de la infancia como actitud existencial implica una revalorización radical de los géneros narrativos considerados menores, revelando su papel central en la construcción simbólica de la experiencia humana. Recuperar la infancia no equivale a una regresión nostálgica ni a una idealización sentimental, sino a asumir una disposición ontológica caracterizada por la apertura al asombro, el juego y la imaginación creadora. Esta actitud permite reconocer que los relatos "menores" no son meros complementos ornamentales de la cultura, sino laboratorios simbólicos donde se forjan los esquemas básicos de comprensión del mundo, la moral y la identidad.