Le olimpiadi del 1944. Gare e guerra da Roma ai lager tedeschi (eBook)

Le olimpiadi del 1944. Gare e guerra da Roma ai lager tedeschi (eBook)

Mario Tedeschini Lalli
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Lingua: Italiano
Editore: Neri Pozza
Collana: I colibrì
Codice EAN: 9788854535602
Anno pubblicazione: 2026
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Disponibile anche nella versione a stampa a € 24,00
Dati:
256 p.,libro in brossura

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Descrizione

L’estate del 1944 fu una stagione di sangue, ma anche di sport. Di battaglie campali e di improbabili gare. Di propaganda bellica e di appelli all’ideale olimpico di pace e fraternità. Non ci furono, naturalmente, i giochi olimpici previsti a Londra, ma a Roma, a Parigi, a Losanna e persino nei lager tedeschi la ricorrenza fu osservata. A Roma, al Foro Mussolini, dove l’Italia fascista sperava di ospitare proprio le Olimpiadi del ’44, gli Alleati organizzarono, tra giugno e luglio, grandi campionati di atletica leggera e di nuoto con atleti militari provenienti da tutta l’area del Mediterraneo. Il regime di Vichy celebrò solennemente il ricordo del fondatore Pierre de Coubertin, immaginando ancora un futuro per la Francia collaborazionista. Negli stessi giorni, la “Capitale olimpica” di Losanna, nella neutrale Svizzera, mantenne l’impegno preso prima della guerra di celebrare ufficialmente il Giubileo. Con cerimonie, gare, alzabandiera, emissioni di francobolli, seguite da “mini Olimpiadi” cui presero parte internati militari di ogni nazionalità. Il libro ricostruisce questi avvenimenti nel più generale contesto politico e bellico, raccontando la storia di alcuni partecipanti. Un afroamericano che trionfò al Foro Mussolini e finirà per vincere davvero una medaglia olimpica dopo la guerra. Nuotatori nippoamericani delle Hawaii, destinati a vera gloria olimpica, che si accontentarono di fare razzia di medaglie a Roma. Un mezzofondista ebreo jugoslavo che gareggiò sotto falso nome nell’Italia in guerra e poi fu tra gli organizzatori e i partecipanti delle “mini Olimpiadi” di Losanna. Un ex olimpionico polacco, poi giornalista sportivo, che alzò e ammainò la bandiera olimpica nel lager tedesco di Gross Born. Mentre Roma era liberata e gli Alleati sbarcavano in Normandia, mentre Varsavia si ribellava ai Tedeschi e i sovietici cominciavano la loro avanzata verso Ovest, in diversi luoghi dell’Europa in guerra, qualcuno ricordò che quell’anno era il cinquantenario delle Olimpiadi moderne e lo celebrò. Tra luglio e agosto del 1944, in due campi di concentramento tedeschi anche ufficiali polacchi prigionieri di guerra organizzarono le loro “Olimpiadi del 1944”. Furono stampate medaglie di cartone, create uniformi sportive, organizzati corsi per arbitri, stampati francobolli per la posta del campo, pubblicati giornali sportivi scritti a mano. Sotto la bandiera con i cinque cerchi, centinaia di atleti in condizioni fisiche precarie, dopo cinque anni di prigionia, presero parte alle gare… Una storia poco conosciuta e sorprendente dello sport e della Seconda guerra mondiale: nessuno l’ha mai raccontata in questo modo. Un’emozionante immersione nella disperata voglia di andare oltre l’odio e la distruzione.