La mia Germania (eBook)

La mia Germania (eBook)

Giuseppe Culicchia
Giuseppe Culicchia
Prezzo:
€ 9,99
Disponibile dal 08/05/2026
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Nessuna
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Lingua: Italiano
Editore: Neri Pozza
Codice EAN: 9788854535237
Anno pubblicazione: 2026
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Disponibile anche nella versione a stampa a € 18,00
Dati:
240 p., brossura

Note legali

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Descrizione

Strana cosa, il tifo calcistico. Impossibile sapere quale sia la scintilla che fa scattare quella fascinazione così irrazionale; di certo c’è solo che una volta che si è cominciato a tifare per una maglia, per dei colori, poi non si può più cambiare. Diventa una nostra caratteristica, un tratto distintivo, un aspetto – nemmeno troppo secondario – della nostra dimensione esistenziale. Vale per tutti, e vale anche per Giuseppe Culicchia: se due soldati tedeschi, durante la Seconda guerra mondiale, non avessero salvato suo padre, oggi Culicchia non esisterebbe, e forse è anche per questo che, quando il piccolo Giuseppe vide in televisione la leggendaria partita tra Italia e Germania dei mondiali del Messico del 1970, l’istinto lo spinse a tifare per i giocatori in maglia bianca, tra i quali spiccava Franz Beckenbauer, con il leggendario braccio al collo. «Fu la prima uscita pubblica del mio spirito di contraddizione». Quella passione non si è mai più spenta, e Culicchia da allora – complice il fatto che durante la sua infanzia e adolescenza l’Italia è sempre stata prima ancora che azzurra bianconera – ha sempre tifato, oltre che per il suo Toro, per la Nationalmannschaft, appunto la Nazionale tedesca, tra gioie e dolori, spesso – a causa dei tanti incroci con l’Italia – totalmente speculari a quelli dei suoi compatrioti. La mia Germania racconta di questo amore radicato e clandestino, e Culicchia ripercorre, con l’acume dell’appassionato, non solo le vicende calcistiche dei “Bianchi”, ma anche una parte importante della sua vita, e l’evolversi della sua ammirazione per la Germania in generale, per la sua cultura, la sua arte, il suo spirito. Lo so, lo so: tutti voi che state leggendo queste righe non vi state ancora capacitando del fatto che il sottoscritto non fu tra coloro che gioirono la sera in cui l’Italia di Bearzot trionfò al Santiago Bernabéu di Madrid sconfiggendo i tedeschi e aggiudicandosi il terzo titolo iridato della sua storia. Che posso farci? Una delle poche, pochissime certezze nella vita di un uomo è notoriamente legata al calcio: nel corso della nostra breve permanenza su questa grossa palla che nel vuoto cosmico dell’Universo gira su sé stessa e intorno al Sole, possiamo cambiare idea su tutto, ma non cambieremmo mai e poi mai la nostra squadra del cuore.