Socialisti d'America: gli ebrei e l'unità di New York diretta da Gino Bardi nato Bascetta
Virgilio Iandiorio
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Editore: |
ABE
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| Codice EAN: |
9788872976906
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| Anno edizione: |
2025
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| Anno pubblicazione: |
2025
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| Dati: |
128 p., rilegato
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Il libro che ti accingi a leggere, cara lettrice e caro lettore, è nato dalla volontà di ripercorrere alcuni momenti dell'emigrazione italiana negli Stati Uniti. In particolare la storia di una famiglia, quella dei Bascetta, che, come tante della Campania interna, agli inizi del secolo XX lasciò il proprio paese per stabilirsi in America. Che ad espatriare non fossero solamente cittadini italiani senza né arte né parte, è provato dal fatto che molti di essi si fecero strada in molti campi delle attività lavorative, delle libere professioni, delle arti e della cultura. Della famiglia Bascetta, originaria di Pietrastornina (Avellino), si occupa con dovizia di particolari in altro libro, che sarà a breve pubblicato, l'editore Arturo Bascetta. Qui la mia attenzione è rivolta ad un rappresentante della famiglia Bascetta, Joseph, che assunse il nome di Gino Bardi. Dalle prime notizie desunte dalla testimonianza della nipote Barbara Santoro, si apprende che Joseph nacque nel 1907 e all'età di 5 anni emigrò con la famiglia negli Stati Uniti. Esponente di rilievo nei movimenti della sinistra americana, giornalista, morì nel 1978, all'età di 70 anni nel paese nord-americano. Della sua biografia si occupa più distesamente Arturo Bascetta nel suo libro; mi limito qui alla pubblicazione del Bardi contro l'odio razziale. Con l'ausilio di interessanti ricerche condotte da studiosi americani (G.Meyer, 2009; R.M.Zecker, 2018) e pubblicate di recente, cerco di tratteggiare l'ambiente politico della sinistra americana dopo la morte di Sacco e Vanzetti, e quello della stampa quotidiana in quel periodo. Premessa necessaria per comprendere la portata del libro, in verità un pamphlet, pubblicato nel 1939 da Gino Bardi per protestare contro le leggi razziali italiane, emanate nel 1938. Era la posizione assunta dalla sinistra americana nei confronti del fascismo e dell'antisemitismo, in particolare dagli italiani negli Stati Uniti che manifestarono con vigore la loro opposizione ad ogni forma di razzismo.Il nostro autore, R.Mayer, fornisce altre importanti notizie su un altro esponente della stampa di sinistra, la signora Mary Testa: «Il gruppo editoriale de L'Unità riflette questa duplice leadership: i comunisti italoamericani che svolgono "lavoro di nazionalità", per un piccolo Partito Comunista (statunitense), sebbene influente, e per un partito comunista di massa che conduce una lotta e si prepara a condividere il potere politico nel governo italiano del dopoguerra. Questo, in parte, spiega ciò che una studiosa, Nadia Venturini, ha descritto come il suo carattere bifocale, cioè un approccio parrocchiale alle notizie nazionali e un trattamento altamente sofisticato delle notizie internazionali. Il 12 dicembre 1944, il giornale annunciò la partenza degli «esiliati politici italiani, Berti e Donini, che hanno guidato il giornale politicamente dalla primavera del 1942 ad oggi. Speriamo che presto saranno in grado di riprendere il loro posto nella lotta del loro paese, l'Italia». I loro posti sono stati assunti da due nuovi direttori, Ferruccio Marini e Michele Salerno. In genere, scrivendo sotto il nome di Tito Nunzio, il Salerno rimase come editore fino alla chiusura e fine del giornale, che coincideva strettamente con la sua espulsione (dagli USA) nel 1950. Il giornale è stato particolarmente avvantaggiato dalla presenza di Mary Testa, che è in cima alla lista delle leader delle donne radicali italoamericane, non ancora riscoperte. Mary Testa (Maria Pezzati, il nome da nubile) era nata nel 1910 nel Massachusetts, la terza di quattro figli di Sesto Pezzati, un ingegnere della città di Piacenza, vicino a Milano, e Cesarina, che proveniva da un ambiente contadino di una città vicina.