Costituzione esplicata. Spiegata articolo per articolo

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Curatore: F. Del Giudice
Editore: Edizioni Giuridiche Simone
Collana: Codici esplicati
Codice EAN: 9788891412584
Dati: 2017, 384 p., brossura, 16 ed.
Disponibile anche in eBook a € 5,99
Il 4 dicembre 2016 verrà ricordato nella storia della Repubblica come una grande vittoria della «Democrazia»: il popolo italiano ha scelto nuovamente la Costituzione nata dalla Resistenza al regime autoritario rendendo vano, con il referendum confermativo, l'attentato alla sovranità pianificato dalla revisione in senso «premierale» dalla nostra Carta. La lotta al fascismo ha dato vita ad una classe mai doma di «patrioti» che hanno conservato integri i loro ideali nella lettera e nello spirito della Costituzione e, così, rigettato la «riforma». La Repubblica, malgrado le inevitabili contraddizioni, in settant'anni di democrazia, è riuscita a salvaguardare i principi fondamentali, le libertà e, purtroppo, solo in parte, le regole dello Stato sociale. L'aggressione vincente del neo-liberismo, l'ingresso nell'Unione europea, la crisi dello Stato sociale, la progressiva disattivazione dei principi della «Costituzione economica» (artt. 41-47) hanno creato le premesse di nuove diseguaglianze, pertanto gli Stati da attori delle politiche economiche e finanziarie nazionali hanno assunto il ruolo di spettatori del nuovo scenario globalizzato delegando il governo dell'economia all'Unione europea. Così sovranità, libertà, eguaglianza e solidarietà, vessilli dello Stato democratico, sono gradualmente regrediti dinnanzi alle prepotenze del potere «sovranazionale» e dell'«Impero» (Negri) delle multinazionali. Il principio cardine della sovranità popolare, che apre e chiude la nostra Costituzione (artt. 1 e 139), è rimasto in piedi nonostante il «combinato disposto» legge elettorale-riforma costituzionale abbia tentato di violarlo, anche attraverso la pressione mediatica operata dal Governo e dai poteri forti che si celavano dietro di esso. La maggioranza dei cittadini ha, così, reindossato le vesti di «patriota della Costituzione» e ha detto «no» al tentativo di «deforma costituzionale». Questa grande vittoria non ha avuto però le conseguenze che ci saremmo aspettati dal momento che dal 4 dicembre ad oggi non si è svolta nessuna riflessione da parte delle forze politiche per lo scampato attentato alla Costituzione, né si è messo in piedi un progetto di riforma alternativo. Così, chi deteneva, per conto dei poteri forti, le redini del paese non si è allontanato né ha ceduto le armi ma, protetto dal partito pigliatutto, ha fatto scendere in campo un governo di panchinari ... e sulla vittoria del «no» è sceso un temporaneo oblio. Nessuna formazione politica, in nome del principio dell'alternanza, si è fatta avanti per dar vita ad una nuova alleanza né, tantomeno, proporre sulle ceneri del tentativo fallito, una riforma condivisibile sulle improcrastinabili esigenze di superamento del bicameralismo perfetto e di riduzione dei costi della politica che fino a qualche tempo fa costituivano un «dovere inderogabile». In tale clima, la Corte costituzionale, con sent. 35/2017, ha parzialmente bocciato l'Italicum (la legge elettorale della Camera) con una sentenza immediatamente esecutiva. La Consulta, così, ha lasciato in piedi le «macerie» dell'Italicum (per la Camera) e il «Mattarellum» (per il Senato): due leggi proporzionali «rattoppate» e «disomogenee» che, se non saranno coordinate ed uniformate, rischiano di fare ulteriori danni alla nostra già martoriata «Repubblica democratica» che pare oggi non sia in grado, a scapito del principio partecipativo popolare, di andare al rinnovo del Parlamento utilizzano regole coordinate che consentano «scelte democratiche» dei rappresentanti del popolo.