L' altronovecento. Comunismo eretico e pensiero critico. Vol. 6: Alle frontiere del capitale.

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Curatore: Massimo Cappitti; Mario Pezzella; Pier Paolo Poggio
Editore: Jaca Book
Codice EAN: 9788816415065
Anno edizione: 2018
Anno pubblicazione: 2018
Dati: 402 p.,libro in brossura

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Tappa ulteriore del progetto "Altronovecento. Comunismo eretico e pensiero critico", il volume si concentra sulla fenomenologia del tempo presente, cercando di risalire alle radici di errori e orrori; senza chiudere le porte alla speranza.

«La maestosa opera curata da Pier Paolo Poggio dovrebbe trovar posto in ogni biblioteca, per l'imponente e originalissimo contributo che offre allo svecchiamento della nostra cultura» - Il Sole 24 ore

«Nel quinto capitolo della grande enciclopedia del comunismo eretico, l'urgenza etica e teorica di trasformare un mondo in pericolo traccia una mappa articolata e suggestiva dell'odierno pensiero radicale» - Il Manifesto

Una duplice tensione - etica e teoretica insieme - è all'origine di analisi incentrate sul modo in cui si vanno ridefinendo i rapporti tra il capitalismo, da un lato - con la sua ricerca frenetica del profitto e la sua pervasività senza limiti -, e dall'altro il vivente, oggetto di una voracità predatrice, che macina uomini e cose. Tensione etica, perché è una lotta in cui non si può transigere: la posta in gioco è la vita della specie e quella dell'intera ecosfera, ancor prima e concretamente la dignità delle singole persone. Secondo un'ideologia diffusa, è venuta meno la possibilità di una trasformazione qualitativa dell'esistente. Alla superficie il mondo corre insensatamente ma nella sostanza appare pietrificato, congelato entro rapporti indiscutibili, in una paralisi della storia ossessivamente concentrata sul presente e la sua ripetizione: nel sottofondo di coscienze assopite l'eco di sconvolgimenti tellurici, l'incombere di catastrofi sociali e naturali. Il capitale pretende di costituire l'ultima parola sulla storia, non più un fenomeno storico ma uno stato di fatto insuperabile, fuori dal tempo, con la medesima perentorietà dei fenomeni naturali e ancor meno scalfibile dall'azione umana. All'opposto, ripercorrere a contrappelo le vicende storiche è un compito ineludibile per ritrovarvi, nel passato e nel presente, quelle insorgenze e quegli scarti che scardinano il corso omogeneo e lineare del dominio. Si tratta di cogliere nella storia le molteplici chances che la abitano, irriducibili a rappresentarsi in una forma definitivamente compiuta. Nella mezzanotte del tempo in cui ci è dato vivere, non possiamo rinunciare ad affermare l'esistenza dell'utopia concreta, di brecce di insorgenza all'interno dell'astrazione apparentemente invalicabile del capitale, di un possibile risveglio dalle sue fantasmagorie. In altre parole, occorre tener viva l'idea della non naturalità e della non necessità del capitale, idea portante, variamente coniugata, di tutti i saggi che compongono questo libro.