Igor Ramirez, scrittore franco-spagnolo, ha una certezza: diventerà folle entro l'anno. A Roma, dove vive, ha quasi defenestrato la figlioletta molesta di una coppia di amici decostruzionisti. Brutto affare. Fugge dunque dall'Italia, ma soprattutto da se stesso, dal rischio che il crescente disgusto per l'orrore quotidiano della metropoli possa trasformarlo in un assassino. Igor torna a Barcellona, sua città natale. Ma Barcellona non esiste più. Al suo posto sfavilla Barceclona, capitale della plastificazione e della clonazione umana, della più laida e compiaciuta imbecillità, dell'omologazione tanto più ripugnante quanto più mascherata da trasgressione. Che fare allora? Uscire definitivamente di senno o definitivamente lottare? La decisione è presa: combattere con tutta la forza di un granello di sabbia risoluto a inceppare il meccanismo ben oliato della modernità. Ecco dunque la cronaca di una battaglia perduta in partenza, combattuta da un eroe malinconico e irriverente, un "autentico reazionario", tra Gómez Dávila, Valéry e Bernanos, la cui disperazione, unita alla farsa, tutto travolge.