Attraverso le vicende dell’Azienda Elettrica Municipale di Milano si ricostruiscono le coordinate sociali ed economiche del welfare aziendale nell’Italia del secondo dopoguerra dalla ricostruzione e dal miracolo economico fino agli anni settanta, quando tale sistema entra nella sua fase di declino.

Il caso dell’azienda municipale milanese assume un rilievo particolare per il ruolo svolto dal suo presidente Roberto Tremelloni, esponente di punta del mondo politico italiano di quegli anni. La sua concezione di welfare, tra human relations e mito della famiglia aziendale, è posta a confronto con i modelli di Adriano Olivetti, Enrico Mattei e altri imprenditori. Se le opere sociali delle imprese attingono a un lungo percorso storico le cui origini risalgono al XIX secolo, nello stesso tempo esse si configurano anche come un aspetto non secondario di quel processo di modernizzazione che conduce l’Italia nella società dei consumi di massa.