Nel dicembre 1945, a Nag Hammadi, nell'Alto Egitto, un contadino arabo trovò seppellita nella sabbia una giara di terracotta rossa contenente tredici volumi di papiro rilegati in cuoio. Erano i testi sacri di quell'ala gnostica del Cristianesimo primitivo che, fiorita tra il I e II IV secolo d.C. dall'Iraq all'Egitto, da Roma a Lione, era stata soffocata dall'ortodossia organizzata. Solo da poco si è cominciato a capire l'importanza di questi scritti. Da essi appare, fra l'altro, che già nei primi secoli si sentiva la necessità di affrontare problemi finora ritenuti più recenti: la resurrezione di Gesù è un fatto storico o simbolico? Qual è la vera Chiesa, quella "celeste o quella "terrestre"? Dio è solo Padre o anche Madre?