Fonte di preoccupazione, di angoscia, di interrogativi insolubili, il male da sempre occupa la mente dell'uomo. Si insinua ovunque, nelle pieghe dell'esistenza quotidiana, nelle ferite fisiche e morali che tentiamo di rimarginare invocando la presenza del bene. Il male è la malattia, la paura dell'ignoto, il desiderio inappagato, l'infermità, la cattiveria, l'invidia. Edoardo Boncinelli ci aiuta a fare chiarezza spiegandoci in primo luogo che male e bene non hanno nessuna ragione d'essere naturale. Sono le due facce di una stessa medaglia, i due modi di pensare che l'uomo coltiva spinto dall'illusione di colmare un divario: quello tra la realtà così com'è e la realtà come si vorrebbe che fosse. Dalla ricerca di Boncinelli sul significato del male nella nostra vita emerge la condizione unica nella quale vive l'animale uomo, un animale straordinario, con una coscienza di sé e un linguaggio articolato: la sola creatura in grado di dare al proprio mondo un senso e un valore.